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Mio Oroscopo - di Marco Amato

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Le predizioni dell’astrologo. Nel 2012 la Sicilia sotto il segno di Marte e Giove, conflitti,passioni e una crisi. Poi la svolta positiva

Secondo l’astrologia ogni luogo, stato o regione è sotto la protezione zodiacale di un segno. La Sicilia è sotto la “protezione” del segno della Vergine, uno dei quattro insospettabili segni doppi, la cui natura binaria deriva dall’identità della fanciulla che rappresenta il simbolo della dea alata o che sorregge una spiga di grano: Kore, metà dell’anno assieme alla madre Demetra dea delle messi e dell’ agricoltura, una dea legata al culto antropologico, tipicamente “ctonio”, della “Magna Mater”.

La storia di questa divinità minore sembra una soap opera, che comincia con una “fuitina” più o meno forzata, stando alla cultura siciliana. Immaginate Kore come una bella mora “alla Maria Grazia Cucinotta” per intenderci. Va da sé che il sensuale e sessuatissimo Plutone, re dell’Ade, non sia rimasto in contemplazione della fanciulla che da tempo ammirava di nascosto (invisibilità, potere prestato a Perseo nel suo scontro con la Gorgone, e voyeurismo, sono due attributi zodiacali del dio in senso mitopoetico e dell’analisi simbolica dell’archetipo Plutoniano in astrologia). Plutone rapisce Kore, spalancando la terra e sbucando fuori proprio da monte Pellegrino, all’epoca monte Cronio, altare naturale ed ara sacrificale dedicata proprio a Saturno.

La madre Demetra la cerca per ogni dove con il suo cocchio alato, ma senza trovarla poiché la cerca sulla superficie, mentre la figlia è sprofondata nell’Ade, prigioniera per sempre. La ragione di questa prigionia? Euridice mangia un’albicocca, Kore mangia un chicco di melograno, e si sa nel mondo greco chi mangia un frutto dell’inferno non può più tornare tra i vivi, anche se non è mai morto.

La madre, disperata, non assolve più al compito cui sovraintende, essendo dea e non comune mortale, con la conseguenza che il ciclo naturale subisce un sovvertimento: gli uomini muoiono di fame, si compie l’unico vero monstrum greco: il Caos.

Sensale e giudice di pace in questa caotica diatriba è Giove, farfallone e godereccio dio che con la sua età soppianta il duro regime saturniano del precedente padre degli dei. Austero e terribile, il dio del Fulmine sagittatore, considera la condizione di Cerere: Kore non può venir meno alle suppliche di una madre che rivuole indietro la figlia, per altro madre con dignità di dea. Men che meno Giove avrebbe potuto contravvenire ai desideri del fratello, anch’egli divinità prestigiosa e di forte potere.

Che fare, dunque? La decisione è salomonica.
Al cospetto del divino tribunale, Giove decide che la fanciulla divenga per metà dell’anno dea delle primizie, della vita e dell’agricoltura assieme alla madre, ma solo fino a settembre (periodo della Vergine), quando il grano viene mietuto e la terra ha già consegnato agli uomini i frutti sostentatori e consentito che venissero stipati nei granai (la Vergine è segno della conservazione e dell’ordine).

Durante il periodo della Bilancia (patto, contratto, accordo, matrimonio) la fanciulla si congiungerà a Plutone, diventandone la moglie e ad essa si sarebbero sacrificate vacche sterili poiché la dea della morte non è latrice di vita. Avete mai fatto caso che il glifo zodiacale della Vergine è una emme vulvata, mentre quello dello scorpione è una emme caudata?

Sono inequivocabilmente marito e moglie zodiacali.

La storia non sarebbe completa se non aggiungessimo il fatto che ognuno chiede a Kore di svolgere una funzione: la fanciulla che corrisponde all’accorata richiesta di una madre che vuole avere accanto a sé la propria figlia: o un amante che vuole possederla passionalmente nel ruolo eterno della compagna; o ancora una dea che ha il dovere di comportarsi da tale.

Nessuno chiede a Kore cosa quella voglia per sé. Fra Eros e Thanatos si consuma la tragedia di una donna costretta a negare la propria natura. È solo una funzione, ha abdicato. Quanto di ciò è contenuto nella cultura siciliana lo lasciamo alla considerazione personale di ognuno.

Con il passare dei secoli e della stratificazione culturale e con l’uso sovrapposto del simbolo la tradizione ci propone immagini di donne prese e comprese, sacrificate all’altare di un credo. Donne cui si chiede tutto. L’icona di Palermo è l’amata santuzza Rosalia, che rinuncia alle tentazioni mondane e alla sua identità per diventare anacoreta e salvare con la preghiera la sua terra.

Vergine dunque è il segno zodiacale della Sicilia. Che cosa prevede il 2012 per l’isola a tre punte?
Sarà un anno caratterizzato dalla presenza di Marte: la Vergine inizia il primo gennaio 2012 con il rosso pianta della battaglia il suo nuovo anno, indice di passioni forti che l’agiteranno e determineranno lotte continue per il potere. Troppi elementi si contendono il dominio, una conflittualità affatto nuova.

Entra così in quadratura il pianeta Giove, legale e fortunoso. La quadratura è un aspetto di blocco, ma niente paura, il transito gioviano riesce ad essere positivo nonostante l’aspetto negativo tecnico.

Probabilmente politica ed economia saranno motivo di crisi, c’è troppa carne al fuoco, e troppi elementi propongono direzioni diverse. Il grande pianeta è simbolo di sintesi e di ottimizzazione, suggerisce meno filosofia e meno idealismo, uno sguardo verso la realtà, stare con i piedi a terra, la concretezza, in modo da approvvigionarsi di mezzi idonei, grazie ai quali potrà invertire la tendenza. A patto comunque che si abbandonino polemiche e conflitti, non si abbandoni a sterili contrapposizioni, si privilegi la coesione e l’unità. Indispensabile, dunque, lo spirito di solidarietà e di collaborazione, da abbandonare la faziosità, da respingere le scissioni.

Inizia per l’Isola una pagina nuova nel rapporto con il mare e l’ecologia. Il pianeta Nettuno abbandona dopo 14 anni l’Acquario, per approdare al suo domicilio primario: il segno dei Pesci. Di pari passo emerge l’opposizione al segno della Vergine, il dio con il tridente è signore degli abissi, è fondamentale che un’isola abbia un buon rapporto con le acque che la circondano. È proprio sotto un transito di Nettuno che si compie in passato lo storico maremoto-terremoto che sconvolge Messina.

Dovremo quindi aspettarci cataclismi?
Ma no, anche se non sono certo escludibili: il transito suggerisce più propriamente una nuova chiave di lettura delle risorse ittiche e turistiche, che potrebbero costituire una spinta essenziale per la storia futura della Sicilia. I transiti parlano anche di biologia ed ecosistema, stimolano ad investire in ricerca scientifica.

Giove in quadratura agisce anche sulla disponibilità della ricchezza dell’isola. Che cosa accadrà?
La seconda metà del 2012 è il momento di maggiore crisi. Alcuni indizi lasciano credere però che si reagisca convenientemente ottenendo un rilancio economico e politico. Alcune decisioni saranno ottime premesse per una ricostruzione.
Marco Amato

Marco Amato

Marco Amato (1975) è un astrologo che vive e lavora a Palermo dal 94, formatosi su testi morpurghiani propone un approccio all'astrologia basato sulla logica deduttiva. Scrive attualmente su due testate regionali ed è spesso presente in tv o nei canali web come esperto astrologo. Autore della rubrica "uno sguardo alle stelle" per Live Sicilia Tv, le sue previsioni sono pubblicate sul sito www.miooroscopo.it.

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